venerdì 25 gennaio 2008

per non dimenticare

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.


In occasione di questa giornata importante non voglio far nascere un nuovo personaggio, preferisco richiamare un personaggio già presente in questo blog. Chi ha il piacere o la curiosità di leggere può andare qui.


Buona Giornata della Memoria  a tutti


giovedì 24 gennaio 2008

Tommaso

L'impianto stereo manda note dolci, musica classica, ideale per chi vuole dormire.
Dormire... questo mi serve.
Chiudere gli occhi su un mondo che mi chiede sempre di dimostrare qualcosa:
Essere il più bello
Essere il più bravo
Essere famoso più degli altri
Essere ricco
A soli 28 anni ho l'impressione di essere arrivato alla fine, di non riuscire a dare più niente.
E di non avere più niente dalla vita.
Ho tutto o quasi e allora perchè chiudere gli occhi e dormire?
Non mi sento più di appartenere a questo mondo.
Gli occhi si chiudono e i suoni mi giungono sempre più dolci e ovattati.
Ho preso un sonnifero per dormire: non so quante compresse. Ma tanto che importa.
L'importante è che mi facciano chiudere gli occhi e quando li riaprirò spero che tutto sia cambiato.

mercoledì 23 gennaio 2008

Ti guardo

TI ringrazio sai, per quella "cattiva abitudine" di non chiudere le tende quando fai ginnastica, quando esci dalla doccia e quando fai sesso.
Troppo convinto di abitare troppo in alto per essere visto.
Ma una mansarda non è troppo in alto, soprattutto per chi come me ha l'abitudine di andare a fumare in terrazzo, perche le piace l'aria, perchè le piace l'altezza.
Diciamo che più che guardarti, mi dò al bird watching... si... guardo uccelli!
Quel vezzo di fare ginnastica nudo, davanti allo specchio. In me alberga la perversione ma tu... tu ami guardare il tuo corpo che si muove mentre fai gli esercizi... i muscoli che si tendono, e immagino il tuo piacere nel sentire il tuo membro a contatto con il pavimento mentre fai le flessioni.
Si, mi piaci... e prima o poi sarai mio. In un modo o nell'altro. Vivo o morto.
Te lo prometto.
Firmato, Tania

martedì 22 gennaio 2008

Walter: professione modello...

La agenzia per cui lavoro mi ha scaricato.
Me l'ha detto due secondi fa la segreteria del capo per telefono. Così, senza tante parole, in modo diretto!
Sono qui sulla sponda del letto, in mutande, ancora stordito dal sonno.
Eppure non sono triste, contento no perchè devo trovarmi un altro lavoro, direi sollevato.
Sono sollevato perchè non ce la facevo più a dover sopportare tutto.
Innanzitutto non sopportavo più le mani del mio agente.
Ho un bel fisico ma non ho il viso da modello... anzi a volte mi reputo brutto.
Ho sempre avuto il desiderio di fare il modello e per farlo sono dovuto scendere a compromessi.
Saltare qualche volta nel letto dell'agente: questo il mio compromesso. Fortuna che è per lo più impotente e quindi...
Ora però non posso stare in questo letto: devo aggiornare il mio book, integrarlo con gli ultimi lavori e iniziare a contattare altre agenzie.
Speriamo di trovarne una che abbia un capo donna, almeno se devo saltare nel suo letto, lo faccio con piacere!

sabato 19 gennaio 2008

Martino quotidiano

ore 7.27 Fermata Bus


Il sapore del dentrificio ancora in bocca, misto al caffè preso in fretta non mi piace. Mi aspetta una giornata, la solita. I soliti visi, i soliti saluti, le solite scartoffie.
Vedi quel tipo... gioca col telefono... o scrive sms... o non so. La signora si sta barcamenando tra due bambini troppo vivaci... piccoli... forse da portare all'asilo e via si scappa al lavoro.


ore 7.28 Fermata Bus


arriva la solita zingara: "buona salute a tutti. Date qualcosa e che Dio vi benedica"... ho 30 centesimi in tasca... indeciso nel darglieli... non glieli do... questa si fa i milioni. Ecco arrivano i due studenti innamorati. Lei pantaloni vita bassa, tutti pieni di cuoricini di brillantini, Lui pantaloni vita bassa, pieno di strappi e finti buchi. perennemente abbracciati e incollati per le labbra.


ore 7.29 Fermata Bus


Spero che quella odiosa di Miriana oggi non se ne venga con le solite lamentele: due palle!!!
Quella avrebbe bisogna di una settimana di ferie... e magari decide di non rompere più i coglioni. La manderei in viaggio in qualche posto dove c'è guerra chissà che non ci rimanga secca.


ore 7.30 Fermata Bus


Sto cazzo di bus non arriva: già la giornata si prospetta di merda ma così si esagera. Quasi quasi mi accendo una sigaretta.


ore 7.31 Fermata Bus


devo andare a farmi controllare le otturazioni... continuo ad infilare la lingua nel primo molare... secondo me c'è qualcosa che non va. Che dice il giornale di quello? Ancora mastella... che noia. Ma dopotutto i giornalisti devono mangiare anche loro


ore 7.32 Fermata Bus


Ecco in arrivo il bus, la gente comincia a prendere posizione in punti che dovrebbero corrispondere più o meno alle porte. Comincia la guerra per accaparrarsi i posti.


ore 7.33 BUS


Finalmente dentro... mi aspettano 45 minuti di viaggio. Il chiacchiericcio è insopportabile... quasi quasi infilo le cuffie e vaffanculo mondo... almeno per 45 minuti.

lunedì 14 gennaio 2008

Sara: voglio diventare mamma

Ho appena finito di parlare con Mario, non siamo stati tanto al telefono, cinque minuti appena per darci la buona notte.
E' l'unico che mi fa sentire speciale e con lui nel pomeriggio abbiamo parlato del futuro.
Ha 23 anni, 4 più di me, e lavora come fornaio con il fratello.
Oggi, davanti al caffè che di solito prendiamo insieme, ha detto che vorrebbe sposarmi appena mi sento pronta.
Io non gliel'ho detto, e un pò mi dispiace, ma sarei pronta ad andare con lui ora.
A casa non ci sto bene, non ci sono mai stata bene. Parlo di casa e non di famiglia perchè ritengo di non aver avuto una famiglia. Mia madre vive ancora nel ricordo del maschietto che ha avuto prima di me e che è morto. Mio padre, stanco della paranoia di mia madre, ha deciso di crearsi una famiglia che fosse tale con un'altra donna.
Ed io sono rimasta sola. Con mia madre che non si preoccupa di me: esce con le amiche, conosce nuove persone, parla con tutti tranne che con me.
Ho terminato gli studi e a lei non è interessato, mi ha risposto: "la vita è tua e fanne quel che vuoi". Quanto avrei voluto che avesse tirato giù mezzo mondo come ha fatto la mamma di Sandra. Sandra non voleva studiare e la madre è riuscita a convincerla spiegandole che lo studio la rendeva indipendente dai suoi e da chiunque... vero o no Sandra s'è iscritta all'Università.
Io invece ho cominciato a fare qualche lavoretto: commessa, badante, hostess per le fiere... insomma... quel che trovavo nella speranza di spiccare il volo da questa che ritengo una prigione.
Voglio sposare Mario ma mia madre non darà mai il suo assenso, a meno che il matrimonio fosse assolutamente necessario.
L'unico modo di andare via è sposarmi, l'unico modo di sposarmi ora, subito è rimanere incinta.
Mia madre non riuscirà a sopportare la vista di questa figlia degenere (secondo lei) e non potrà che dare il suo assenso al mio matrimonio con Mario.
Ho un solo problema: far conoscere a Mario questo mio piano o no?

sabato 12 gennaio 2008

Angie: una pagina di diario

Caro diario,
oggi è sabato e stasera dovrei uscire con gli amici... credo che non lo farò.
Mi sto accorgendo che attorno non ho amici ma conoscenti quando va bene e persone che si approfittano di me quando no.
Non ho persone che mi vogliono bene ma solo persone sole che hanno bisogno di me e degli altri perchè hanno paura di non trovare più nessuno con cui uscire.
Cosa mi fa pensare questo dici? Sono forse cose stupide: regali di natale che pensavo arrivassero e non sono arrivati, si sono arraffati i miei e saluti.
Tutte le volte che sono corsa in loro aiuto, ma una volta fatti degli inviti per un pomeriggio a casa o una serata con film non sono mai venuti.
I compleanni mai ricordati mentre mi ricordo sempre i loro
Le volte in cui mi hanno lasciata a terra, mentre io aspetto sempre loro.
Mi rendo conto che non ho amici... ma loro non si rendono conto di quanto sono dei poveretti?

martedì 8 gennaio 2008

Tonio

Le mie mani la toccano, è fredda ed umida.
bagno le mie dita e mentre gira premo sulla sua superficie cedevole.
Solco con il pollice la sua pelle e lascio su di lei le mie impronte.
Non so cosa farne di lei... mi piace toccarla, accarezzarla, spianare le sue curve e pizzicarla.
Le mie dita sono mosse dal mio cuore e dalla mia mente.
E' mia e nella sua carne voglio imprimerle le mie idee, i miei pensieri.
E da questo amplesso qualcosa nascerà

domenica 6 gennaio 2008

Achille - 2

Finalmente sono nella mia stanza, dopo la fatica che questo periodo rappresenta per noi seminaristi. Sono passati due anni e mezzo (vedi questo post http://centomila.splinder.com/post/6600381/Achille ) da quando mi sono rivolto a te Signore da queste pagine. Da allora tante cose sono cambiate: gli studi procedono bene e a breve avrò da affrontare una serie di esami non tanto facili. Marco non è più al mio fianco: non ce l'ha fatta a continuare "questa farsa" come lui la chiama... però ne ha cominciata un'altra... ha lasciato gli studi del seminario e ha lasciato me perchè diceva che non poteva essere prete e gay contemporaneamente: non poteva predicare una cosa per poi viverne un'altra. Cosa fa ora, tu lo sai: lo sai che sei mesi fa si è sposato, dopo aver messo incinta una ragazza della sua parrocchia che stravedeva per lui quando era seminarista, ma sai anche che la sera con la scusa di portare fuori il cane, furtivamente si aggira per quelle parti del parco dove nessuno va a portare il cane a pisciare per il semplice fatto che è infastidito da gemiti e rumori di sesso. Lui ci va: lega il collare alla panchina più vicina, o al sostegno di un cestino portarifiuti e pur di provare le emozioni che provava con me si sottopone a cose peggiori di quelle che faceva prima: lui non è contento ma lo fa... Avremmo potuto condividere "quella farsa" insieme... ma forse non era vero amore... forse è stato meglio così... almeno per me.

giovedì 3 gennaio 2008

Mirko: un cuore nuovo

Oggi sono uscito dall'ospedale. L'infermiere che ci accompagna spinge la mia sedie a rotelle fino all'uscita e mi fa andare veloce sulla rampa. Mamma cammina accanto a me tenendomi per mano.
Papà è ai piedi della rampa e aspetta con la macchina in moto, pronto a fuggire da questo ospedale, tanto caro perchè mi ha ridato la vita, ma pur sempre brutto per il dolore che contiene.
Potevo non vivere e invece ho ricevuto un bel dono: un cuore nuovo.
So benissimo che per me che vivo c'è un bambino che è morto: ringrazio i genitori di quel bimbo che hanno permesso che il suo cuore non finisse sotto terra con il suo corpo ma continuasse a battere nel mio petto.
Cercherò di averne cura, per me, perchè non so se avrò una seconda possibilità e per il bambino il cui cuore batte dentro me: perchè il gesto dei suoi genitori non sia stato vano.
Grazie di cuore