mercoledì 18 aprile 2007

Mattia. La noia

Sono sul letto sfatto e non mi va di alzarmi.
uno sbadiglio, due, tre... il cervello non pensa a nulla e gli occhi guardano il bianco del soffitto.
Non mi va di fare nulla.
Ogni tanto con la mano vado a rimestare negli slip, così per passare il tempo, ma senza l'intenzione di donarmi attimi di piacere effimero.


Poi porto la mano al naso e sento il mio odore: forse dovrei lavarmi, ma non ne ho voglia, lo farò domani.


il cellulare è spento, il telecomando è sul comodino, i giornali per terra... ma non mi va di fare nulla.


l'unica cosa che riesco a fare ora è accarezzarmi le costole, giocare con il neo che ho vicino al capezzolo sinistro. rotolare tra le dita i peli dell'ascella.


E il sole cala.... e domani mi troverà di nuovo qui... sul letto

giovedì 12 aprile 2007

Vlad

Costretto a vivere nel buio, rifuggo la vita che il sole porta ma la mia non-anima cerca altra vita.
Il calore e il sapore del sangue sostituiscono il calore del sole che la mia pelle non può più sentire e il sapore del cibo che non ho più motivo di mangiare.
Il suo colore rosso mi ricorda il cuore che da tempo immemorabile non batte più nel mio petto.
Tutti pensano che io sia malvagio ma il mio bisogno di sangue è solo bisogno di amore.
Solitario nella notte non voglio più stare e per questo a volte, trovata la compagna o il compagno giusti, divento loro Sire, loro creatore.
Mi nutro di loro e loro si nutrono di me e in questo amplesso faccio risorgere loro a nuova vita.
Una vita che presto odieranno come è capitato a me... una vita senza amore, senza compagnia, senza colore e sapore.
Tra poche ore il sole scomparirà e tornero a camminare su quella terra che non mi vuole.

mercoledì 11 aprile 2007

Sofia

La bilancia è andata distrutta
Non mi piaceva il peso che mi restituiva.
Non sarò mai come le modelle delle riviste... sono grassa.

(Dal diario di Sofia: ultima nota prima del suo ingresso in ospedale - 18 anni 30 Kg.)

mercoledì 4 aprile 2007

Adriana

Mi aggiro per gli scaffali alla ricerca dell'offerta più conveniente.
Eh si, perchè con gli stipendi di oggi non è facile arrivera alla fine del mese: bisogna essere acute amministratrici.
Credo che con la pratica che le casalinghe hanno potrebbero gestire il bilancio di un comune o anche di più.
E l'affitto, le bollette, le spese straordinarie, la spesa quotidiana.
Prima i volantini pubblicitari dei supermercati erano buoni da usare quando pulivi la verdura o per proteggere il tavolo durante piccoli lavori di bricolage e riparazioni, ma ora costituiscono informazione essenziale per la buona conduzione del bilancio domestico.
E via, il tempo libero viene passato a confrontare i prezzi di prodotti uguali in diversi supermercati, o si va alla ricerca di nuovi ed economici prodotti da provare, sperando che sia buono come quello di marca ma meno dispendioso.
E poi è entrato un nuovo strumento nel kit della perfetta casalinga: accanto all'aspirapolvere, alla lavatrice c'è ora il quaderno dei conti. Ho scelto uno di quei quaderni con gli anelli che a mia figlia non piaceva più e dentro aggiungo fogli su fogli dove riporto cifre, entrate uscite e somme varie.
E ultimo ma non meno importante: un bel frigo congelatore.
Se c'è offerta si piglia tanto a poco prezzo e si congela.
Ormai la casalinga non è solo una poveraccia che è rinchiusa in casa: è un MANAGER

lunedì 2 aprile 2007

Pietro

Giornata strana quella di ieri.
Per la pasqua ci siamo recati a Gerusalemme perchè così era desiderio del Maestro.
Ne ho visto di gente che lo seguiva, lo ascoltava e voleva da lui miracoli e parole buone, ma oggi è stata una cosa incredibile.
Il Maestro ha voluto fare ingresso in Gerusalemme su di un asino e strano a dirsi è come se tutti sapessero del suo arrivo.
Mantelli stesi sulle strade, bambini con rami di palme per salutarlo, cori di voci che lo acclamavano e persone affacciate sulle porte chi per curiosità e chi perchè voleva cercare di vederlo.
Ero entusiasta di questa accoglienza e un pò ero orgoglioso di me perchè erano tre anni che lo seguivo e nessuno lo conosceva come me: conoscevo il Maestro, il Figlio di Dio.
Ma dentro il cuore una paura: era tutto troppo bello e le cose belle non durano a lungo, sono fugaci.
Guardavo i visi della gente e mi chiedevo "tutti amici? tutte persone che lo amano o fra lo c'è qualcuno che gli vuole del male?"
E mentre pensavo questo arrivammo alla casa che ci ospitava e una volta fatto entrare il maestro e gli altri miei compagni ho chiuso la porta e chiudendo la porta ho chiuso fuori la felicità. Iniziava l'angoscia.