Questa volta non faccio parlare uno dei personaggi: parlo io.
Mi ritrovo qui davanti al monitor, a questa finestra vuota in cui versare parole e mi accorgo di non poter mettere nulla: mi sento svuotato.
Quest'anno passato mi ha prosciugato e tanti avvenimenti accaduti mi hanno portato a riflettere in particolare sugli amici e sull'amicizia. Il risultato è che sono deluso, forse non in maniera irrimediabile ma quel che basta per sentire un peso dentro il cuore, per non riuscire a vivere i rapporti in maniera serena.
Mi accorgo che le maschere che metto su questo blog non sono niente in confronto a quelle che devo infilare nella vita di tutti i giorni.
Non sono sincero e non mi piace: forse è questo che in fondo mi fa stare male.
Vorrei dire a tutti quel che penso e quel che sono ma poi forse sarebbe la fine.
E in questo momento non posso sopportare la fine di qualcosa e l'inizio di un'altra.
Vorrei essere capace di passare questa fine di anno da solo, in casa, da solo con me stesso ma non credo che ci riuscirò e allora infilerò nuovamente le mie maschere ed uscirò fuori.
Buon Anno a tutti
venerdì 28 dicembre 2007
Andrea
martedì 18 dicembre 2007
Claudio: scrittore in stallo
La stanza è buia e l'unica luce, bianca, mi viene dalla schermata del foglio vuoto del mio wordprocessor.
Sul tavolo il posacenere, ma dentro solo carte di caramelle, ho deciso di non fumare mentre "creo".
Accanto al mouse dei fogli bianchi e una penna... non che scriva a mano, li utilizzo solo per scarabocchiare nell'attesa che mi venga una qualche idea buona per il prossimo romanzo.
Non voglio una storia banale ma nemmeno troppo articolata.
Niente di mieloso ma nemmeno un romanzo d'avventura.
Scrivere una autobiografia? Meglio di no, non riuscirei a raccontare tante cose di me.
Un diario... forse è quello che ci vorrebbe... con la voglia di ficcare il naso nelle vite altrui degli altri venderei un sacco di copie... ma il diario di chi?
Ok... non mi viene nulla... credo che uscirò a fare una passeggiata anche se mancano venti minuti a mezzanotte e fuori fa un freddo cane... andrò al distributore di sigarette e ne compreò un pacchetto. Ho deciso: comincerò di nuovo a fumare.
Marika: the voice
Mi chiamo The Voice dove lavoro: sarà per i toni caldi e profondi che mi contraddistinguono o forse perchè la mia mente sa inventare giochi e situazioni.
Dovrei essere ormai abituata a ciò che dall'altra parte del telefono si può immaginare eppure...
Quel leggero affanno, la voce che diventa man mano più roca, i discorsi che languono.
Nei loro sogni sono una giovane ragazza, una infermiera, la loro maestrina delle elementari, una puttana, la casalinga piena di voglie che abita davanti a casa loro.... Chi sono?
Una semplice donna, divorziata, che fa due lavori per mantenersi: la mattina postina e la sera dalle 20 alle 2 del mattino una che con la bocca ci sa fare.... ma non come pensate voi... carini ;-)
mercoledì 18 aprile 2007
Mattia. La noia
Sono sul letto sfatto e non mi va di alzarmi.
uno sbadiglio, due, tre... il cervello non pensa a nulla e gli occhi guardano il bianco del soffitto.
Non mi va di fare nulla.
Ogni tanto con la mano vado a rimestare negli slip, così per passare il tempo, ma senza l'intenzione di donarmi attimi di piacere effimero.
Poi porto la mano al naso e sento il mio odore: forse dovrei lavarmi, ma non ne ho voglia, lo farò domani.
il cellulare è spento, il telecomando è sul comodino, i giornali per terra... ma non mi va di fare nulla.
l'unica cosa che riesco a fare ora è accarezzarmi le costole, giocare con il neo che ho vicino al capezzolo sinistro. rotolare tra le dita i peli dell'ascella.
E il sole cala.... e domani mi troverà di nuovo qui... sul letto
giovedì 12 aprile 2007
Vlad
Il calore e il sapore del sangue sostituiscono il calore del sole che la mia pelle non può più sentire e il sapore del cibo che non ho più motivo di mangiare.
Il suo colore rosso mi ricorda il cuore che da tempo immemorabile non batte più nel mio petto.
Tutti pensano che io sia malvagio ma il mio bisogno di sangue è solo bisogno di amore.
Solitario nella notte non voglio più stare e per questo a volte, trovata la compagna o il compagno giusti, divento loro Sire, loro creatore.
Mi nutro di loro e loro si nutrono di me e in questo amplesso faccio risorgere loro a nuova vita.
Una vita che presto odieranno come è capitato a me... una vita senza amore, senza compagnia, senza colore e sapore.
Tra poche ore il sole scomparirà e tornero a camminare su quella terra che non mi vuole.
mercoledì 11 aprile 2007
Sofia
Non mi piaceva il peso che mi restituiva.
Non sarò mai come le modelle delle riviste... sono grassa.
mercoledì 4 aprile 2007
Adriana
Eh si, perchè con gli stipendi di oggi non è facile arrivera alla fine del mese: bisogna essere acute amministratrici.
Credo che con la pratica che le casalinghe hanno potrebbero gestire il bilancio di un comune o anche di più.
E l'affitto, le bollette, le spese straordinarie, la spesa quotidiana.
Prima i volantini pubblicitari dei supermercati erano buoni da usare quando pulivi la verdura o per proteggere il tavolo durante piccoli lavori di bricolage e riparazioni, ma ora costituiscono informazione essenziale per la buona conduzione del bilancio domestico.
E via, il tempo libero viene passato a confrontare i prezzi di prodotti uguali in diversi supermercati, o si va alla ricerca di nuovi ed economici prodotti da provare, sperando che sia buono come quello di marca ma meno dispendioso.
E poi è entrato un nuovo strumento nel kit della perfetta casalinga: accanto all'aspirapolvere, alla lavatrice c'è ora il quaderno dei conti. Ho scelto uno di quei quaderni con gli anelli che a mia figlia non piaceva più e dentro aggiungo fogli su fogli dove riporto cifre, entrate uscite e somme varie.
E ultimo ma non meno importante: un bel frigo congelatore.
Se c'è offerta si piglia tanto a poco prezzo e si congela.
Ormai la casalinga non è solo una poveraccia che è rinchiusa in casa: è un MANAGER
lunedì 2 aprile 2007
Pietro
Per la pasqua ci siamo recati a Gerusalemme perchè così era desiderio del Maestro.
Ne ho visto di gente che lo seguiva, lo ascoltava e voleva da lui miracoli e parole buone, ma oggi è stata una cosa incredibile.
Il Maestro ha voluto fare ingresso in Gerusalemme su di un asino e strano a dirsi è come se tutti sapessero del suo arrivo.
Mantelli stesi sulle strade, bambini con rami di palme per salutarlo, cori di voci che lo acclamavano e persone affacciate sulle porte chi per curiosità e chi perchè voleva cercare di vederlo.
Ero entusiasta di questa accoglienza e un pò ero orgoglioso di me perchè erano tre anni che lo seguivo e nessuno lo conosceva come me: conoscevo il Maestro, il Figlio di Dio.
Ma dentro il cuore una paura: era tutto troppo bello e le cose belle non durano a lungo, sono fugaci.
Guardavo i visi della gente e mi chiedevo "tutti amici? tutte persone che lo amano o fra lo c'è qualcuno che gli vuole del male?"
E mentre pensavo questo arrivammo alla casa che ci ospitava e una volta fatto entrare il maestro e gli altri miei compagni ho chiuso la porta e chiudendo la porta ho chiuso fuori la felicità. Iniziava l'angoscia.
mercoledì 28 marzo 2007
Lilli
Amo sentire il mio seno che tocca contro il tuo, piccolo e appuntito.
Amo le tue labbra che baciano il mio viso e le tue mani che afferrano il mio sedere.
Amo il profumo della tua intimità
Amo il senso di calore che sento quando poggio il mio naso sul tuo ventre
Amo assaporare il sapore del tuo fiore che si dischiude al passaggio della mia lingua.
Amo le tue mani che scompigliano i miei capelli.
Amo le tue dita che si insinuano fra le mie gambe e che giocano con i riccioli di pelo.
Amo annusare le tue dita che sanno di me.
Amo la tua voce che mi ripete "Ti amo"
Ti Amo e ti Amerò sempre
Grazie per questa serata
Riccardo
Braccato.
Sento nella notte i passi dei miei inseguitori.
Il fiato mi manca... maledette sigarette.
Ne fumassi qualcuna di meno!!!
Eppure sono atletico, faccio palestra tutti i giorni.
Forse dovrei rinforzare più le gambe invece di pompare i bicipiti.
Sento le loro voci e questo mi riporta a quello che sto facendo.
Fa caldo, sudo e non so se dipende dal fatto che mi stanno inseguendo o dal fatto che stia facendo questa corsa.
Mai più, mai più uscire da solo: non è raccomandabile con il lavoro che faccio.
Vedo un campanile, lo riconosco
E' vicino al posto che potrebbe essere la mia salvezza
Una volto giunto là non potranno fare più nulla.
Potranno sbraitare, inveire, tirare calci a quel che vogliono
Ma non mi avranno.
Ecco... ecco la porta
Entro, non saluto nessuno, lo farò la prossima volta.
Salgo le scale e via.
Finalmente in camera, solo, un pò di privacy.
E poi parlano delle gioie degli attori
martedì 27 marzo 2007
Lucy
| Una strada di mattoni celesti rotola via sotto i miei piedi mentre delle api enorme trainano una scarpa vecchia su ruote dalla cima della scarpa escono fuori dei polipi con occhiali e papillon e con i tentacoli inguantati salutano dei fiori fosforescenti che sono sul bordo della strada celeste. Intanto una suora passa in rassegna una classe di bambini e a quelli buoni li prende e li appende a testa in giù per i piedi per far prendere loro un pò di sole perchè a stare sempre rinchiusi in orfanotrofio sono diventati pallidi pallidi. e intanto mentre la suora continua a separare i buoni dai brutti arriva Harry potter che con la sua bacchetta magica trasforma il suo amico in un cavallo e poi ci fa sesso. Ed io non sono più io ma sono diventato un uomo. Ho i peli sul petto e le mie belle tette sono scomparse Ho una pancia enorme e qualcosa si muove dentro. Ho voglia di fare pipì e mi metto in piedi, prendo il pisello fra le dita (pisello?!? e da dove esce) e comincio a spingere ma non esce nulla. D'un tratto la pancia si muove verso il basso e scende verso il pisello. Dolori immani mi prendono al basso ventre mentre questo bozzo grosso come una anguria prosegue il suo cammino verso il pisello. Quello che prima era qualcosa di sottile ora è enorme, sembra un camino. D'un colpo dal buchino del glande, ormai diventato enorme, scappa via qualcosa Lo vedo, è mio fratello, o meglio, una riproduzione in miniatura di un uomo, vestito di tutto punto. Il dolore mi piega le ginocchia e cado all'indietro stesa sul prato (ma non c'era una strada azzurra?) E con la faccia verso il cielo vedo tanti diamanti. E mi sollevo verso di loro Sono Lucy... Lucy in the Sky with Diamonds |
Marco
Una sedia
Candele
una cucina
un letto
una libreria con qualche libro
una dispensa
delle galline
un paio di capre
un cane e un gatto
fogli, tanti fogli bianchi e delle penne
Un faro
Qui la mia vita e qui finisce.
Pensate che io mi senta solo? Che per me quest'isolotto sia una prigione?
Vi sbagliate
La solitudine non è male come si crede quando non si ha paura di stare con se stessi.
A volte ci si rifugia nella confusione perchè si ha paura di sentire la propria voce che rimproverà errori passati e scelte sbagliate.
Non che io non abbia fatto errori... ma il passato è passato e non c'è ragione di continuare a ricordarlo.
Io sto bene con me stesso ma a volte si sente la mancaza di una voce diversa dalla propria, di una mano che sa come e dove accarezzare, di una bocca da baciare, di....
lunedì 26 marzo 2007
Antonia
Il postino è passato e non si è fermato davanti al mio portone, alla mia buca delle lettere.
Non che stia aspettando nulla di particolare, solo mi fa piacere ricevere della posta:
il bollettino della madonna di Fatima, la pubblicità di Tele2, il catalogo dell'intimo...
Sono cose che praticamente non mi servono e alcune che addirittura non mi posso permettere vista la penzioncina che prendo: ma pensate forse che una vecchia come me possa spendere degli euro per sky?
La televisione già non la vedo molto vista la mia sordità e il volume non lo posso alzare altrimenti i vicini si lamentano.
Mi rimane la posta.
E' un piacere aprire la buca delle lettere, raccogliere quello che c'è, mettermi vicino al termosifone e pian piano aprire ogni busta o scartare ogni giornale e leggerlo con attenzione.
Alla fine tutto va a finire nella spazzatura ma intanto ho riempito la mia giornata e mi sento meno sola.
venerdì 23 marzo 2007
Lorenzo
Stamattina Luca ad un certo punto è sbiancato e mi è caduto ai piedi.
Ho chiamato immediatamente il 118 perchè ad uscire la macchina dal garage e ad arrivare al pronto soccorso ci sarebbe voluta una eternità.
Grazie a Dio sono arrivati subito e lo hanno caricato in ambulanza.
"Posso salire?"
"no" secco l'infermiera "lei non è un parente"
E via, sono corso in garage, tirato fuori la macchina e mi sono mantenuto più o meno dietro l'ambulanza in modo da non essere ostacolato dal traffico.
Niente di fatto
Sono arrivato dopo e ho fermato subito la stessa infermiera per chiedere cosa aveva.
"Niente, lei non è un parente"
Ho aspettato fuori con nessuno che mi diceva nulla per ore
Dov'era Luca, cosa sentiva, aveva bisogno di qualcosa?
Niente... non ho saputo niente!
E intanto, facendo avanti e indietro nella sala d'attesa l'occhio mi cade su un titolo di un giornale che riassumeva il pensiero di una Senatrice sui DICO: "LE FAMIGLIE SERVONO. LE COPPIE GAY NO."
Nel frattempo vedo arrivare Monica la sorella di Luca e subito, prima ancora che arrivino i suoi genitori con i quali non ho un buonissimo rapporto le chiedo come mai hanno fatto un centinaio di chilometri e lei, con gli occhi di pianto mi risponde:
"Non lo sai? Luca è morto circa due ore fa"
Anastasia Passion: professione sognatrice
Tutto il pomeriggio non veniva fuori una parola e il foglio (quello elettronico naturalmente) era bianco... questo fino alle 22.30. Sigaretta sul balcone e l'illuminazione. Giù parole fino a stamani alle 4.
Dieci minuti fa uno squillo sul cellulare (cavolo! perchè l'ho lasciato acceso?)
"Ciao Sandro: ho finito di correggere le bozze degli ultimi due capitoli puoi venire a ritirarli e portami gli altri che hai finito di scrivere".
Dall'altro capo del telefono era Mary o meglio colei che corregge le mie bozze e firma a mio nome con la sua dolce calligrafia i miei libri per i fan che richiedono una copia autografata da Anastasia Passion.
Ebbene si: non sono riuscito a sfondare come scrittore impegnato e con il mio nome ma come "scrittrice" di romanzi rosa sono una forza.
Tutto è cominciato per gioco: scherzando con Mary le avevo descritto una ipotetica scena di passione tra me e lei e via... le è talmente piaciuto che mi ha spinto a provare a scrivere un intero libro.
All'inizio non era facile: significava lasciare da parte tutto il mio lato maschile per pensare e immaginare come una donna ama.
Trovare le parole che una donna userebbe nel descrivere gli ambienti e i sentimenti e cominciare a vedere il mondo con gli occhi di una donna.
Caspita! Devo correre a radere... il viso mica le gambe.
Donna si... ma fino ad un certo punto!
giovedì 22 marzo 2007
Il ritorno
Ho trovato vecchi ricordi impolverati, vecchie lettere che portano alla mente persone che sono passate di qui e hanno lasciato una loro traccia... chissà se ci sono ancora.
Non so se le mie centomila identità tornerano... ma per ora sono tornato io e solo.
Ma sono troppo solo e spero che non centomila ma anche solo due o tre vengano a trovarmi.
Andrea Multiplo