Giornali e ufficio di collocamento.
Questa è diventata la vita mia da 6 mesi a questa parte.
Da quando 6 mesi fa sono stata licenziata, ho perso anche la casa e ho perso anche i figli.
Io non li tratto male, solo non riesco a badare a loro come vorrei.
"Lei è povera, niente casa e niente lavoro e quindi niente figli": questo è quanto mi ha detto l'assistente sociale del comune.
Ma vi pare giusto?
Amo i miei figli e non farei mai loro del male eppure mi ritengono una madre indegna e incapace.
Datemi un lavoro, datemi una casa!
Bel blog, sembra più un'antologia di Spoon River che un'esercitazione su Vitangelo Moscarda. A presto.
RispondiEliminaBello questo blog!
RispondiEliminaTi lascio una citazione dal Diario di Katherine Mansfield, che potresti trovare interessante: "Fedele a se stesso! Ma a quale se stesso? A quale dei tanti se stesso, che a ben guardare possono essere anche centinaia? Perché con tutti questi complessi e repressioni e vibrazioni e riflessioni, vi sono momenti in cui ho l'impressione di essere semplicemente il piccolo impiegato di un albergo senza proprietario, affaccendatissimo a registrare i nomi dei risoluti clienti e a consegnare loro le chiavi delle stanze".
... e magari anche un mio post... ;-)
http://theterminal.splinder.com/post/4596301
Ciao!
Ciao uno nessuno e centomila! Sei stato scelto! Vieni sul mio blog per sapere di cosa sto parlando!
RispondiEliminabellissimo, bellissimo blog!!! *__*
RispondiEliminaMa una storia a lieto fine almeno una volta ogni tanto, no? :) Grazie per l'augurio, che ricambio!
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